La stima del Pil a consuntivo 2025, dopo una serie di ridimensionamenti in corso d’anno, si è definitivamente attestata sul +0,4% e nel prossimo biennio dovrebbe risalire al +0,8%. Ne deriva che, escludendo il “buco” anomalo legato alla pandemia, il passo del Pil 2025 si appaia a quello del 2019, e cioè al livello più basso dell’ultimo decennio.
La produzione industriale aggregata, malgrado il recupero segnato dal tendenziale specifico di settembre, rimane ancora in calo sui primi nove mesi sullo stesso periodo 2024 (-0,7%). Escludendo ancora la caduta anomala del 2020 e poi il rimbalzo speculare del 2021, ne deriva un calo costante negli ultimi sei anni della produzione industriale complessiva, con la solitaria eccezione del 2022, che segnò un modesto +0,5%.
L’alimentare e l’inflazione
La produzione alimentare continua comunque a smarcarsi in positivo da quella complessiva, segnando sui nove mesi un +2,2% tendenziale, in parte drogato dal +9,2% di settembre. Essa potrebbe chiudere il 2025 con un tasso molto prossimo al +1,8% registrato nel 2024.
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