Nel 2025, l’export agroalimentare italiano ha segnato un nuovo record storico, sfiorando i 73 miliardi di euro con un aumento del 5 percento circa rispetto al valore dell’export registrato nel 2024. Si tratta essenzialmente di prodotti alimentari trasformati, mentre una quota minore, valutabile in 15% circa, è rappresentata dai prodotti agricoli freschi.
Il settore alimentare, ovvero quella della trasformazione delle materie prime agricole, si conferma pertanto trainante per l’economia del bel Paese nonostante le sfide geopolitiche che hanno ostacolato parzialmente una crescita che, in loro assenza, sarebbe risultata ancora più robusta. In questo contesto, anche i dati registrati dai comparti della trasformazione del frumento appaiono positivi: le performance sui mercati esteri dei prodotti pasta e bakery sono ai più note, anche per via della loro visibilità sugli scaffali. Lo sono certamente in misura minore quelle degli sfarinati – farine e semole – che ne costituiscono i principali ingredienti. In questo caso tuttavia, i dati sono edificanti più che incoraggianti: limitandosi alle farine di frumento tenero, negli ultimi 15 anni, dal 2010 al 2025, il volume dell’export ha registrato una crescita in volume di circa il 500%, ovvero una crescita media annuale superiore al 12%, passando da 60.000 tonnellate a 365.000 tonnellate circa.
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