Il periodo presente è caratterizzato, come noto, da variabili economiche negative. Alcune antiche, come l’inossidabile, fiacco tasso di crescita del Paese. Altre palesatesi negli ultimi anni, come un mercato alimentare interno caratterizzato da inflazione al consumo elevata e da un andamento delle vendite in volume recessivo e peggiore di quello complessivo. Altre infine recentissime, legate al ben noto contesto internazionale che reca inquietanti incertezze che impattano pesantemente la filiera sul doppio fronte di approvvigionamenti vitali, come l’energia e i fertilizzanti.
L’evoluzione di fondo dell’export alimentare
In questo quadro, è utile guardare all’evoluzione di fondo dell’export alimentare: più che mai sostegno, quasi solitario, dell’espansione del settore. La tabella allegata, con le dinamiche in valuta sull’arco 2015/25, evidenzia l’affacciarsi prepotente di due comparti che a inizio periodo erano in seconda linea. Ci si riferisce al dolciario che, con una crescita decennale del +155,1%, raggiunge una quota export 2025 di 9,3 miliardi di euro, sorpassando di slancio al primo posto l’enologico, attestato nel periodo su un +45,0% e su una quota 2025 di 8,4 miliardi. Ma ci si riferisce anche al lattiero-caseario che, con una crescita nel periodo del +162,7%, raggiunge una quota export 2025 di 6,7 miliardi, ponendosi saldamente al terzo posto tra i maggiori esportatori.
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