In Italia il frumento duro rappresenta una componente economica di primaria importanza per il mercato agricolo nazionale e costituisce la principale materia prima per la produzione di semola destinata all’industria della pasta, uno dei prodotti simbolo del made in Italy.
Nel 2025 la produzione nazionale ha registrato una significativa ripresa, raggiungendo circa 4 milioni di tonnellate, grazie a un andamento climatico complessivamente favorevole, che non ha determinato le criticità riscontrate nel 2024, né in termini di eccessiva piovosità né di persistenti condizioni di siccità. Anche sotto il profilo qualitativo i risultati sono stati nel complesso positivi, sebbene il contenuto proteico abbia in alcuni casi evidenziato valori inferiori alle attese.
La qualità del grano duro continua, comunque, a rappresentare un fattore strategico per rafforzare la competitività della filiera e garantire la produzione di pasta di elevata qualità. In tale contesto, il contributo della ricerca assume un ruolo sempre più rilevante, favorendo lo sviluppo e l’introduzione sul mercato di nuove varietà di frumento duro caratterizzate da buona qualità e stabilità produttiva.
Secondo la normativa nazionale e comunitaria, le nuove varietà di frumento duro sono soggette all’obbligo di certificazione per essere immesse in commercio e quindi iscritte al Registro Varietale Nazionale secondo i criteri stabiliti nel D.M. 10 ottobre 2011 (Suppl. 273 G.U. 22/12/2011).
Contenuto visibile solo agli utenti abbonati
© Copyright 2022 AVENUE MEDIA S.R.L. Tutti i diritti sono riservati. Note legali | Credits | Privacy Policy | Cookie Policy